” “Antichi manoscritti in digitale con l’aiuto del figlio di un beduino, custode dei cammelli. E’ quanto avviene nell’antico monastero di Santa Caterina, sul Sinai, dove è conservata una collezione di 3300 manoscritti in 11 lingue, a livello mondiale seconda per importanza solo a quella del Vaticano. Il giovane si chiama Hemeid Sobhy, 23 anni, nativo di un villaggio beduino nel Sinai, che da sei mesi sta aiutando il monaco ortodosso americano padre Justin, a fotografare in digitale la collezione per metterla a disposizione degli studiosi. Hemeid, laureato in economia informatica, lavora in una tenda coperta di plastica trasparente. Per preservare l’ambiente dalla polvere è stata dotata di un sistema di filtraggio dell’aria. A sua disposizione un computer, una macchina fotografica digitale, due flash, un treppiedi e una custodia di metallo per conservare al sicuro i fragili manoscritti mentre si scattano le foto. La collezione comprende più di 1,8 milioni di pagine, senza includere i frammenti rinvenuti nel 1975 e contiene prevalentemente testi delle Scritture, della liturgia e sermoni. Il progetto è stato avviato grazie a consistenti contributi offerti da alcuni enti, anche italiani e si pone come “traguardo ragionevole” di fotografare almeno il 10% della collezione. ” “