CASO NUVOLI: SCIENZA & VITA, "BENE IL PM CHE HA RESPINTO LA RICHIESTA"

"Il dibattito sul caso Welby non poteva non avere come primo effetto il moltiplicarsi di richieste di interruzione di terapie di sostegno vitale". L’associazione "Scienza & vita" commenta così il caso di Giovanni Nuvoli, 53 anni, da 6 immobilizzato a letto per distrofia muscolare amiotrofica, che ha chiesto di sospendere il trattamento medico. Per l’associazione occorre "mettere in guardia l’opinione pubblica dal pressing esercitato da quei settori che puntano sull’emotività e sul caso singolo per forzare le scelte del legislatore". "Scienza & vita", quindi, "condivide l’intervento del giudice di Sassari e la posizione assunta da parte dei medici della rianimazione dell’Ospedale Santissima Trinità di Sassari". Il Pubblico ministero della Procura di Sassari, infatti, ha respinto la richiesta, richiamando all’attenzione la centralità del medico. "Si tratta di quella coscienza, che per il Codice di deontologia medica – sottolinea Scienza & vita – viene prima ancora del convincimento clinico e che può portare a rifiutare la propria opera; quella libertà di coscienza che è costituzionalmente tutelata". In sostanza, "il Pm sottolinea che non solo non si può obbligare qualcuno a fare il contrario di quello che richiede la sua professione, ma che procurare l’insufficienza respiratoria non è una mera sospensione di terapie di sostegno vitale ma un atto eutanasico vero e proprio".