Giuslavoristi, docenti universitari e consulenti sono i bersagli privilegiati dalle Br perché "hanno un minimo di visibilità, e d’altra parte conducono una vita normale, senza scorte o particolari apparati di sicurezza. Siamo nella società dello spettacolo: i terroristi, agendo in questo modo, trovano la massima visibilità colpendo bersagli facili". È l’analisi di Paolo Pombeni, docente di storia dei sistemi politici europei all’Università di Bologna, riguardo alle vittime designate delle Brigate Rosse, all’indomani dell’arresto di diverse persone legate alla cellula eversiva armata "Seconda posizione". "Un terrorismo politico legato a frange di questo tipo spiega il docente al Sir oggi non esiste nel resto dell’Europa, è un ‘unicum’ del nostro Paese. È vero che in Spagna c’è l’Eta e anche l’Irlanda ha conosciuto fino a poco tempo fa la presenza di fazioni violente, ma in entrambi i casi ci si riferisce a una situazione diversa. Piuttosto, fenomeni simili si sono registrati in altre epoche storiche: pensiamo alle gesta degli anarchici tra ‘800 e inizio ‘900". Per quanto riguarda il contrasto di questi fenomeni, "la classe politica conclude dovrebbe esercitare un forte controllo dei suoi linguaggi. L’eccesso di populismo che si registra sia a destra, sia a sinistra, spinge nella direzione di una fuga verso l’utopia e a gesti emblematici". ” ” ” “