Secondo Napolitano "è tempo per l’Europa di uscire dall’impasse. E non si può seriamente sostenere che l’Unione non abbia bisogno", dopo l’allargamento, "di una ridefinizione del quadro d’insieme dei suoi valori e dei suoi obiettivi e di una riforma dei suoi assetti istituzionali". Il presidente ha sottolineato in proposito il "ruolo propulsivo" del Parlamento Ue, di cui egli stesso ha fatto parte in passato, presiedendo la commissione per gli affari costituzionali. Nell’intervento in aula il capo di Stato ha elencato alcuni temi concreti che attendono risposte dalle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo mediante "politiche comuni", e ha messo in guardia dall’atteggiamento di taluni Stati membri, "che restano più chiusi nella difesa di anacronistiche prerogative e di velleitarie presunzioni nazionali". L’oratore ha poi affermato "piena fiducia" nella presidenza tedesca per la definizione di una "road map" che consenta di presentare il Trattato costituzionale ai cittadini prima delle elezioni europee del 2009. "L’Europa ha concluso Napolitano – potrà incidere sulle relazioni internazionali e sullo sviluppo globale, potrà ritrovare slancio e dinamismo e potrà contare nel mondo, solo se rafforzerà la propria coesione e unità, dotandosi rapidamente delle istituzioni e delle risorse necessarie".