TERRORISMO: SETTIMANALI DIOCESANI (PADOVA), "UN’IMMAGINE VECCHIA E SUPERATA"

"L’immagine delle nuove Brigate è vecchia e superata", eppure "è impressionante come facciano tuttora adepti tra i giovani". Così don Cesare Contarini, direttore del settimanale diocesano di Padova "La difesa del popolo", il quale, constatando che "metà degli arrestati vive o ha avuto residenza" e ha lavorato a Padova e provincia, si chiede: "Quale terreno di coltura del terrorismo c’è tra noi?". "Queste infiltrazioni nei luoghi di lavoro – osserva don Contarini – richiamano tutti alla vigilanza attiva, al dovere di non fare sconti a chi soffia sulla violenza o propone metodi ‘sbrigativi’ per affermare diritti anche sacrosanti". Per il direttore del settimanale, "occorre educare ragazzi e giovani ai valori, alla tolleranza e al dialogo, a dire no a ogni violenza (allo stadio e fuori) e al demonizzare l’avversario, a coltivare plausibili aspettative di futuro, a pensare la politica come impegno per gli altri e non per se stessi: più che le parole servono gli esempi degli adulti". Insomma, "affrontare i nodi di contrasto sociale ed estirpare situazioni pesanti di disuguaglianza può far crescere la fiducia reciproca e la coesione sociale, isolare estremismi ed estremisti, togliere consenso alla violenza e all’eversione". Anche qui, conclude, "la vittoria si costruisce da lontano".