DICO: MONS. NOSIGLIA (VICENZA), "UN MESSAGGIO DI DISIMPEGNO AI GIOVANI"

"Dopo la presentazione di legge sui Dico" viene "da chiedersi perché la scelta di vivere privatamente la propria unione debba essere riconosciuta dallo Stato come fa con la famiglia fondata sul matrimonio". Così il vescovo di Vicenza, mons. Cesare Nosiglia, in una nota diffusa oggi dalla diocesi. "Invece di riconoscere altre forme di unioni – prosegue il presule -, occorre sostenere l’istituto familiare fondato sul matrimonio, con risorse aggiuntive sul piano culturale, economico e sociale, soprattutto per le giovani coppie che necessitano di provvidenze e incentivi, come già avviene in molti Paesi d’Europa". Per il vescovo, in particolare, "preoccupa il messaggio di disimpegno che si dà alle nuove generazioni, indicando loro sbocchi di vita e forme di unione posti in concorrenza con la famiglia fondata sul matrimonio, ugualmente riconosciute e favorite, e per certi verso addirittura esaltate perché più libere e autonome da vincoli e responsabilità". Di qui l’auspicio "che i credenti che militano nei vari partiti promuovano, al di là degli schieramenti, una larga intesa tra loro e con ogni uomo di buona volontà sensibile al vero bene della famiglia, di fronte ai tentativi di introdurre, anche in Italia, ordinamenti che sono estranei alla coscienza e alla cultura del nostro popolo".