"Questo ritorno del terrorismo, che mi auguro limitato e circoscritto, credo che sia legato alla crisi profonda che stanno attraversando in tutto il mondo e anche in Italia ‘le utopie di rinnovamento radicale del mondo’, portate avanti da quei gruppi che siamo soliti considerare ‘di estrema sinistra’". Così lo storico Giorgio Campanini sugli arresti di 15 persone legate alle Nuove Brigate rosse, in procinto di preparare nuovi attentati. "Si constata aggiunge – che i grandi ideali di pace, non violenza, uguaglianza, superamento delle situazioni di emarginazione del mondo sembrano essere travolti dal ‘modello capitalistico e consumistico vincente’. A questi sparuti gruppi di irriducibili sembra che non vi sia altro modo di scuotere la società, una società sorda e indifferente, che ricorrere a gesti eclatanti attraverso l’uso della violenza". "Se questa lettura è come io credo corretta osserva lo storico allora le società occidentali, e non solo l’Italia, devono porsi più seriamente di quanto non stiano facendo il problema della realizzazione della giustizia in quanto il permanere di situazioni intollerabili può certo suscitare coraggiose volontà riformatrici, ma anche indurre individui fragili e responsabili a ricorrere alla scorciatoia della violenza".