"C’è la tendenza a ridurre il diritto a un insieme di leggi codificate. Ma, basta tornare all’origine etimologica della parola latina ‘lex’, per scoprire che fin dall’inizio è legato alla dimensione etica. Ha nella giustizia la sua causa e il suo fine. Il fondamento è nella natura dell’uomo, costante e immutabile". Così è intervenuto oggi Federico Fernandez De Buijan, cattedratico di Diritto romano all’Università nazionale di educazione a distanza di Madrid, (Pul), al convegno internazionale "La legge morale naturale: problemi e prospettive", in corso alla Pontificia Università Lateranense (fino a mercoledì 14). "Il legislatore positivo non ha autorità, ma potestà ha continuato De Buijan -, perché ha il suo limite nella volontà del popolo, nella giustizia e nel bene dei governati". Un "buon giurista", ha detto lo studioso di diritto, è "colui che non perde il contatto con la sua origine e con il senso comune" e riconosce "nella legge morale naturale il proprio limite". Certo, nella storia, ci sono stati casi in cui "il diritto positivo si è riferito al diritto naturale in modo illegittimo". Per esempio, per giustificare la schiavitù, ha aggiunto De Buijan. Ma, "il diritto naturale si fonda sulla verità, il diritto positivo sulla probabilità", e procede per prove ed errori.