Non ha raggiunto il quorum ma il referendum in Portogallo per la depenalizzazione dell’aborto ha dato la vittoria ai sì. Nonostante ciò e le parole del premier Jose Socrates "il risultato del referendum è inequivoco" e "l’aborto cesserà di essere un crimine in Portogallo", secondo Pedro Vaz Patto, magistrato, rappresentante della Commissione Giustizia e Pace, "una luce di speranza si è anche accesa". In una nota, domani su SIR Europa (old.agensir.it), Vaz Patto scrive: "La mobilitazione popolare per il ‘no’ non ha paragone nella storia recente del Portogallo. Tutto il lavoro della campagna ha permesso a tante persone di ascoltare un discorso che di solito i media tacciono: che la vita umana è un dono meraviglioso al di là di tutte le difficoltà. La cultura della vita è, così, diventata più forte". Nessuno, infatti, "potrà fermare il lavoro che si è intrapreso di formazione delle coscienze" anche se "difficile perché una legge che fa dell’aborto un diritto è, sicuramente, un ostacolo, alla formazione delle coscienze". "Anche la solidarietà concreta verso le donne incinte in difficoltà, nei centri di aiuto alla vita, sarà adesso rafforzata. Queste persone che si sono mobilitate sono certamente una minoranza", esse "sanno che una nuova tappa è cominciata, più difficile, ma non meno stimolante".