"Nonostante i progressi compiuti, alla Turchia resta ancora molto da fare per garantire i diritti delle donne". Emine Bozkurt, deputata olandese, ha steso la relazione che verrà discussa oggi pomeriggio in apertura di sessione all’Europarlamento di Strasburgo. Secondo il documento, "il rispetto di tali diritti è condizione essenziale per l’adesione all’Ue". La relazione rileva che il quadro giuridico in tale materia nel paese eurasiatico è "in generale soddisfacente", ma allo stesso tempo ne viene sottolineata l’"imperfetta attuazione". Da qui la sollecitazione ad Ankara affinché "acceleri l’attuazione della nuova legislazione sui diritti delle donne al fine di assicurare che essa vada di pari passo con quanto previsto dall’acquis comunitario e venga applicata in modo efficace". Più precisamente viene deplorato il fatto che "in alcune zone sud-orientali della Turchia le bambine non vengano registrate alla nascita", impedendo "di contrastare i matrimoni coatti e i delitti d’onore". Il testo della Bozkurt insiste sull’urgenza di porre termine alle violenze sulle donne, invoca "quote rosa" in politica, fa appello alle istituzioni scolastiche per una reale emancipazione femminile. Campanelli d’allarme anche in materia di poligamia.