Oggi, "l’abbassamento del livello di guardia etico ha purtroppo condizionato non pochi credenti, apparsi vulnerabili nei confronti del bombardamento mediatico e delle tecniche subdole di propaganda tanto sfruttate nell’attuale società dei consumi". A lanciare l’allarme è il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, intervenuto oggi a Roma alla giornata finale del Convegno nazionale degli assistenti di Azione Cattolica. Il "secolarismo antireligioso o agnostico", secondo Poupard, "ha inciso su non pochi credenti, non solo e non tanto per le opposizioni anche violente e a volte persecutorie nei confronti della comunità cristiana, quanto e soprattutto per il relativismo strisciante, l’edonismo ammaliante e il nichilismo etico che si insinuano come modi di essere scontati nelle mentalità e nei rapporti sociali": per la vita di fede, infatti, è "molto più dannoso il persuasore occulto dell’edonismo consumistico che non "l’esplicita persecuzione ideologica antireligiosa". Sono i giovani, per il presidente del dicastero pontificio, i più "esposti a questo pericolo, come dimostra il largo abbandono della frequenza alla vita sacramentale e la rinuncia a porsi le questioni ultime sul senso della vita e della storia".