"Nessuno vede i marittimi ha aggiunto don Martino – ma quest’anno come Fondazione Migrantes abbiamo rimandato a casa ben sei equipaggi. La solidarietà però non basta. Rimandare a casa i marittimi non basta a risolvere il problema perché ci sono mesi di stipendio arretrati e famiglie lacerate". Da qui l’urgenza di istituire, come è stato fatto in diversi porti italiani, i Comitati di "Welfare Marittimo" costituitisi a livello nazionale, presso il ministero dei Trasporti, nell’aprile scorso su iniziativa della Fondazione Cei. Secondo Martino, a Porto Nogaro è necessario anche istituire una sezione della "Stella Maris" che opera già nel nostro Paese in 25 porti, come "presenza di Chiesa a fianco della gente di mare senza distinzione di razza, cultura o religione" per accogliere questi uomini che si fermano nei porti e per offrire loro un "sorriso" e "una casa lontano da casa". Alla conferenza stampa di questa mattina ha partecipato, fra gli altri, anche mons. Giuseppe Andrich, vescovo di Belluno-Feltre e membro della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei, che ha sottolineato l’impegno della Chiesa italiana a favore della gente di mare affinché "l’accompagnamento dei marittimi, in tutti i porti italiani, sia un accompagnamento quotidiano. La Chiesa deve avere questa capacità".