Si sono aperti oggi alla Mecca, Arabia Saudita, i colloqui interpalestinesi tra il presidente Abu Mazen ed il leader di Hamas Khaled Meshaal ed il primo Ministro Ismail Haniyeh, per arrivare ad un accordo che ponga fine alla crisi palestinese. Secondo Janiki Cingoli, direttore del Cipmo (Centro italiano per la pace in Medio Oriente)"la convocazione dei leader di Fatah e Hamas a La Mecca da parte del re Abdallah è di grande importanza perché costituisce un tentativo di rilancio dello stesso piano arabo del 2002, una chiave di volta della quale anche gli israeliani, con qualche anno di ritardo si stanno accorgendo". "Lo stesso Olmert – spiega il direttore al Sir – nelle sue più recenti interviste, ha dichiarato che il piano arabo di pace, che prevede un riconoscimento di Israele da parte di tutti gli Stati arabi, riconoscimento non pregiudiziale e incondizionato, ma legato alla creazione di uno Stato palestinese, è un punto di riferimento importante per il rilancio del negoziato, perché comunque fa cadere il rifiuto ideologico del riconoscimento dello Stato ebraico". "I colloqui conclude – visto anche il luogo, La Mecca è la città natale di Maometto e culla dell’Islam, rivestono anche un carattere sacrale cui Hamas non può non essere sensibile".