"La scomparsa dei microhabitat naturali e la riduzione della diversità di cibo, prodotti e tecniche di coltivazione sta portando ad una modifica delle tradizioni culturali e gastronomiche di tutto il mondo. Oltre 1000 piante non vengono più consumate e i regimi alimentari diventano sempre più omologati e monotoni": è il campanello d’allarme lanciato oggi a Roma da Arturo Parolini, presidente della ong Ricerca e cooperazione, una delle 17 organizzazioni non governative che aderiscono al progetto di educazione allo sviluppo "Agricoltura e dialogo tra culture", cofinanziato dal Ministero degli affari esteri per promuovere il diritto dei popoli al cibo e alla sovranità alimentare. La ricchezza millenaria, presente in ogni popolo, di tradizioni culinarie, riti e pratiche agricole, rischia infatti di "essere spazzata via in pochi decenni da un modello di agricoltura basato sull’omologazione di prodotti e tecniche colturali", ha spiegato Sergio Marelli, presidente dell’Associazione Ong italiane, che parteciperà al Forum per la sovranità alimentare che si terrà dal 23 al 27 febbraio a Sélingué, un villaggio rurale del Mali, con oltre 600 partecipanti. Su questi temi le 17 ong italiane hanno impostato la loro azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, tramite 13 appuntamenti, nell’arco di un anno, in altrettante regioni, e un evento internazionale conclusivo a Roma nel giugno 2007.