"Mentre la Chiesa cattolica continua a ritenere che le autorità legittimate dallo Stato il passo centrale della dichiarazione vaticana sulla pena di morte hanno il dovere di proteggere la società dagli aggressori, e che alcuni Stati hanno tradizionalmente incluso la pena capitale tra i mezzi utilizzati per raggiungere tale obiettivo, è difficilmente possibile giustificare oggi la scelta di una tale opzione". A conferma di ciò, la Santa Sede elenca i "numerosi rischi" che il ricorso alla pena di morte comporterebbe: "il pericolo di punire persone innocenti; la tentazione di promuovere forme violente di vendetta, in luogo di un autentico senso della giustizia sociale; un’offesa chiara contro l’inviolabilità della vita umana, promuovendo una cultura della violenza e della morte". Senza contare che, per i cristiani, "si tratta anche di un disprezzo dell’insegnamento evangelico sul perdono". "Sopprimere la vita è la conclusione della dichiarazione non permette mai di giungere a strumenti apprezzabili attraverso i quali le società puniscano i delinquenti, mentre può soddisfare temporaneamente gli appetiti di vendetta".