"Un umile eroe che ha dato la vita per riportare l’ordine della ragionevolezza, della legge, dentro la realtà e la realtà dentro l’ordine e la ragionevolezza". Così l’arcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, ha ricordato oggi in una messa di suffragio l’ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso venerdì scorso a Catania, al termine della partita di calcio Catania-Palermo. "Siano sconfessati ha ammonito il porporato – tutti quei profeti del nulla che confondono ed educano a confondere libertà e permissivismo, autoaffermazione ed individualismo, degradando la convivenza umana a conflitto di forze opposte, negando che esista un bene comune costituito dalla nostra stessa umanità". Il primo gesto che Dio ha compiuto, ha aggiunto Caffarra, "è la separazione della luce dalle tenebre", "metafore che significano sapienza-stoltezza, ragionevolezza-stupidità. Quando questa divisione non è più custodita, la realtà ricade interamente nel caos primordiale. E si troverà sempre qualche profeta del niente disposto a chiamare questa ricaduta conquista di libertà, corrompendo in primo luogo gli animi dei giovani". Diverse le cerimonie di suffragio che, in tutt’Italia, stanno rendendo omaggio al poliziotto caduto.