"Una delle peculiarità che caratterizzano oggi la Lombardia è il rapporto tra la grande tradizione cristiana delle nostre Chiese diocesane, che sussiste, e l’onda della secolarizzazione, con il conseguente individualismo e relativismo". Così mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e delegato della Conferenza episcopale lombarda per la carità, la salute e la pastorale carceraria, presenta la Regione Lombardia, all’inizio – oggi (fino al 10 febbraio) – della "visita ad limina" dei vescovi lombardi. Per rispondere alle sfide dell’oggi "bisogna mettere in primo piano l’impegno di formazione che riguarda tutti, ma soprattutto i laici". Importante anche valorizzare il ruolo della testimonianza e puntare di più su "belle iniziative riguardanti la famiglia". A Lodi, come nel resto della Lombardia, anche se è alta la percentuale delle separazioni e dei divorzi, "la famiglia comunque regge". Sarebbe necessario, secondo il presule, che "in ogni parrocchia ci fosse una proposta forte di educazione, testimonianza e sensibilizzazione sulla famiglia" e, d’altro canto, "già c’è una buona diffusione di gruppi famiglia". Necessario anche, per il vescovo, "rilanciare oratori, associazioni, gruppi e movimenti, dedicare attenzione ai giovani e riproporre in futuro un maggior impegno sul tema della scuola e della pastorale scolastica".