Un appello "a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, affinché si mostrino accoglienti verso il grande e misterioso dono della vita", "dal concepimento fino al suo termine naturale". Lo ha rivolto, ieri mattina, prima di introdurre la preghiera dell’Angelus, Benedetto XVI, in comunione con i vescovi italiani e in occasione della Giornata per la vita, promossa dalla Cei sul tema: "Amare e desiderare la vita". "La vita, che è opera di Dio, non va negata ad alcuno ha osservato il Papa – neppure al più piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilità". Allo stesso tempo, facendo eco ai vescovi italiani, il Santo Padre ha invitato "a non cadere nell’inganno di pensare di poter disporre della vita fino a legittimarne l’interruzione con l’eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pietà". Ricordando la "Settimana della vita e della famiglia" iniziata ieri nella diocesi di Roma, Benedetto XVI ha sottolineato come questa sia un’"occasione importante per pregare e riflettere sulla famiglia, che è culla della vita e di ogni vocazione. Sappiamo bene come la famiglia fondata sul matrimonio costituisca l’ambiente naturale per la nascita e per l’educazione dei figli, e quindi per assicurare l’avvenire dell’intera umanità. Sappiamo però pure come essa sia segnata da una profonda crisi e debba oggi affrontare molteplici sfide". (segue)