MORTE FEDERICA: DIOCESI LOCRI E CONSORZIO GOEL, NO A "IPOCRITA GIUSTIZIALISMO MAFIOSO"

"Esprimiamo vicinanza piena alla famiglia della giovane Federica Monteleone e profonda ammirazione per la solidarietà e l’amore espressi attraverso la scelta, benché incompiuta, della donazione degli organi. Questo triste episodio ci riporta alla drammatica evidenza dell’ingiusta precarietà, che talvolta diviene rischio, quotidianamente subita da migliaia di calabresi cui viene spesso negato il diritto ad una sanità dignitosa e qualificata". E’ quanto si legge in un comunicato della Pastorale Sociale del Lavoro della diocesi di Locri-Gerace e del Consorzio Sociale "Goel", aderente al Progetto Policoro, diffuso all’indomani dei funerali della giovane di Vibo Valentia morta dopo alcuni giorni di coma in seguito ad un blackout durante un intervento di appendicite. Nel comunicato si auspica che la magistratura "accerti la verità e che ciò serva da monito per il futuro" e si condanna "come ingiustificabili, deprecabili e assolutamente fuori luogo le minacce telefonicamente proferite nei confronti del Direttore Generale, del Direttore Sanitario e del primario di chirurgia" dell’ospedale vibonese: minacce che "bolliamo come espressione di un ipocrita giustizialismo mafioso, spesso proveniente da una ‘ndrangheta che tenta di vendersi agli occhi della gente come ‘efficace sostituto dello Stato’, cercando di dissimulare le mostruosità di cui quotidianamente essa si macchia". (segue)