(Nairobi) – “La Guinea è considerata uno scandalo dal punto di vista geologico spiega – perché è ricchissima di bauxite, ferro e diamanti. Ma i proventi delle industrie minerarie vanno a Gran Bretagna, Usa e Francia e alla famiglia del presidente. Ecco perché la popolazione è disperata e protesta pacificamente. Basti pensare che un impiegato pubblico guadagna meno di 20 euro al mese e le famiglie sono composte in media da una decina di persone. Di conseguenza nel Paese c’è molta corruzione ed economia informale”. Mamadou precisa che “È la prima volta che la popolazione è compatta e marcia insieme per rivendicare giustizia e dignità “. In Guinea vivono 8 milioni e mezzo di persone, il 52 per cento sono donne. L’80 per cento sono musulmani, il 10 per cento cristiani, il resto animisti. Il Foguired – organismo collegato alla Fondazione Giustizia e solidarietà della Cei – sta finanziando in Guinea 660 progetti sociali pari a 7 milioni e mezzo di euro, grazie ai frutti della Campagna ecclesiale sul debito. La maggior parte in ambito agricolo, artigianato, microfinanza, promozione sociale ed educazione. La Cei ha pubblicato ieri una nota in cui esprime solidarietà alla popolazione del Paese africano così duramente provato.