"La negazione dell’identità del popolo Rom spiega ancora il presidente Acsi – porta con sé la degradazione della cultura zingara a sottocultura marginale cui viene negata ogni dignità; porta con sé la riduzione della lingua, il Romanès, a gergo", e fa leggere "le strutture sociali, educative, economiche come prodotti dell’emarginazione e del disagio". Da questa impostazione "discendono politiche d’assimilazione, che tendono alla omologazione, alla rimozione d’ogni specifità", e in tema di immigrazione "prevalgono logiche e scelte improntate quasi esclusivamente a misure repressive, a discapito di politiche che possono accompagnare l’intera cittadinanza nella trasformazione demografica, sociale e culturale in atto". Rammentando che "una risoluzione del Parlamento europeo ha condannato le violazioni dei diritti umani nell’Unione europea nei confronti dei Rom", Sghaier conclude sottolineando che nel nostro Paese essi vivono ancora "segregati nei campi nomadi delle grandi città, spesso senza acqua, luce e servizi igienici".