"Questi episodi sono l’indice di una situazione che in qualche modo riflette la realtà calabrese in cui si è chiamati ad operare, nella quale forze ed interessi diversi vengono a scontrarsi con la gestione della cosa pubblica che diventa, quindi, ingovernabile". È quanto dice al SIR Paolo Benoci, direttore dell’Ufficio di pastorale sanitaria della diocesi di Reggio Calabria-Bova e membro della commissione per la pastorale della salute della Conferenza episcopale calabra, commentando i due casi di malasanità avvenuti in Calabria lo scorso fine settimana. Il primo a Vibo Valentia dove una ragazza di 15 anni è ancora in coma dopo un intervento di appendicite durante il quale un black out elettrico ha interrotto il funzionamento del respiratore artificiale della sala operatoria. Il secondo caso ieri quando una bambina, nata nell’ospedale di Corigliano Calabro (CS), è morta poche ore dopo mentre veniva trasportata all’ospedale di Cosenza per essere ricoverata nel reparto di neonatologia. Questi fatti aggiunge Benoci "ci rammaricano e ci sconfortano come cristiani e come calabresi": in Calabria "ci sono molte risorse buone che non emergono perchè prevalgano interessi soprattutto economici e la meritocrazia viene messa da parte". (segue)