SOLIDARIETÀ: 50 ORGANIZZAZIONI SCRIVONO AL GOVERNO PER LA PACE IN UGANDA (2)

” “A giudizio delle organizzazioni, perciò, "per offrire alle parti in causa maggiori garanzie e perché siano accolte le istanze delle popolazioni vittime della guerra, è necessaria la presenza attiva dell’Onu, dell’Unione Europea e delle nazioni amiche dell’Uganda e dei suoi abitanti". Di qui la richiesta all’Italia affinché "si offra subito come mediatrice di pace, nei colloqui di Juba". Qualora, poi, aggiungono le organizzazioni, "non fosse possibile una sua diretta partecipazione alle trattative, il governo italiano le sostenga con incentivi politici ed economici". L’Italia, inoltre, per le organizzazioni, dovrebbe presentare "nelle sedi internazionali, principalmente nell’Unione Europea, il problema del conflitto del Nord Uganda e le violazioni dei diritti delle popolazioni Acholi, Lango e Teso". Quindi, "come prossimo membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu", dovrebbe cercare "di far inserire al più presto nel suo ordine del giorno la drammatica situazione ugandese". Infine, si conclude la lettera, "l’Italia risponda ai bisogni di centinaia di migliaia di persone, che soffrono nei campi profughi e che presto avranno bisogno di tutto per riprendere la vita nei propri villaggi".” “