Un “Manifesto per il coraggio di vivere e di far vivere” è l’iniziativa promossa dal centro di Bioetica dell’Università Cattolica diretto da Adriano Pessina, insieme ad altre personalità del mondo scientifico tra i quali il genetista Bruno Dallapiccola e l’oncologo Mario Melazzini. “Lo spirito metodologicamente laico” del documento, spiega Pessina, “vuole rafforzare all’interno del Paese l’unione fra quanti sono oggi disposti a impegnarsi in una prospettiva solidale nei confronti dei processi di cura e di assistenza delle persone”; pertanto, si legge nel manifesto, “i promotori e i firmatari si impegnano” a “sostenere e difendere sempre il principio dell’accesso ad ogni tipo di intervento socio-sanitario per tutti e il chiaro NO ad ogni forma di induzione volontaria della morte o di pratica eutanasica e di implicita o esplicita istigazione al suicidio assistito”. Principio cardine e punto di riferimento “di una società che difende il valore dell’uguaglianza e si impegna affinché la malattia e la disabilità non siano criteri di discriminazione sociale e di emarginazione”, prosegue il manifesto, è “il riconoscimento della dignità dell’esistenza di ogni essere umano” che “richiede anche concreti investimenti sul piano economico e culturale”. (segue)