” “"La reazione dei cristiani non-cattolici alla svolta del Concilio Vaticano II è stata complessa", aggiunge il direttore del Cedomei, che sottolinea, comunque, che "al termine del Vaticano II c’è stato un giudizio positivo da parte di tanti che notavano come il Concilio non avesse semplicemente aperto una nuova stagione ma avesse posto le premesse per un ulteriore approfondimento del cammino ecumenico". Ben presto, perciò, "sono iniziati i ‘dialoghi’ tra cristiani, che hanno prodotto nel corso della lunga stagione della ricezione del Vaticano II documenti di grande interesse, ma soprattutto hanno creato una prassi di ascolto, di confronto, di lavoro in comune a livello regionale, nazionale e internazionale". Arrivando ai giorni nostri, Burigana ha osservato che "Benedetto XVI ha posto la ricerca dell’unità della Chiesa tra gli impegni primari del suo magistero". Il suo impegno si è dispiegato in varie direzioni: tra i passi compiuti "la ripresa dei lavori della Commissione teologica cattolica-ortodossa" e "incontri con il mondo evangelico", con risultati particolarmente significativi, "come la firma da parte dei metodisti della Dichiarazione comune sulla giustificazione". Per Burigana, in realtà, "la pazienza del dialogo nella preghiera sembra essere l’elemento cardine della riflessione ecumenica di Benedetto XVI". (segue)” “