I piccoli Comuni italiani promuovono in tutte le piazze una raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare sull’acqua, promossa dal Comitato promotore nazionale "Acqua bene comune", depositata e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.249 del 25 ottobre 2006. La proposta di legge prevede principi e indicazioni concrete per la tutela e la gestione pubblica delle acque, tra cui la definizione di un "bilancio idrico" in ogni territorio e il finanziamento del servizio idrico "con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale con tasse ambientali di scopo". "L’idea dell’acqua come merce afferma Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli Comuni italiani, che rappresenta circa dieci milioni di cittadini ha prodotto in questi anni solo degrado, spreco, precarizzazione del lavoro e peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e democrazia. I cittadini che vivono nelle piccole comunità locali rappresentano la punta avanzata di un vasto movimento che nel Paese è sempre più consapevole della posta in gioco".