DIOCESI: PADOVA; UN OPUSCOLO IN 5 LINGUE PER INVITARE GLI STUDENTI AD AVVALERSI DELL’ORA DI RELIGIONE (2)

"Proprio perché non si configura in termini di catechesi ma piuttosto antropologici e culturali – continua mons. Costa – l’ora di religione concorre a fare dialogare gli alunni sulle domande che appartengono a tutti da sempre. E si approfondiscono i valori su cui tutte le religioni devono incontrarsi, la pace, la vita umana e la fratellanza. In questo, facciamo un servizio alla scuola e alla società, anche perché se si combatte l’ignoranza si combattono i pregiudizi, che sono alla base dell’intolleranza". Sul calo di alunni frequentanti l’ora di religione pesa anche il problema della lingua: "Per esperienza, molti genitori e ragazzi stranieri segnano no perché credono che gli si chieda a quale confessione religiosa appartengono", spiega Giuseppe Pinton, insegnante di religione all’Istituto professionale statale "Bernardi", il più grande di Padova, dove quest’anno il 25% dei nuovi iscritti è straniero. "Spesso poi si accorgono che è un’opportunità interessante e la mia ora è frequentata anche da musulmani. Non è nostro compito proporre la religione cattolica, ma affrontare gli argomenti dal punto di vista cattolico". La diocesi sottolinea anche l’importante ruolo della scuola dell’infanzia. "Consideriamo che è da qui che inizia l’integrazione", spiega suor Rosaria Sanchez, direttrice della materna S.Pio X.