Padre Bruno Mioli, consulente della Fondazione Migrantes, ha salutato con favore alcuni recenti passi in avanti per facilitare i ricongiungimenti dei rifugiati, per i quali non si chiede più la certificazione di alloggio secondo certi criteri. “Sono piccoli segni – ha detto – ma vanno nella direzione giusta, quella di una legge organica sul diritto di asilo che l’Italia, unica in Europa, ancora non ha. E’ una vergogna da superare”. Anche per Francesco Belletti, docente all’Università Cattolica di Milano e presidente del Cisf (Centro internazionale studi famiglia) “è miope essere restrittivi nei confronti dei ricongiungimenti”, perché le famiglie migranti portano “la speranza in un futuro migliore, modelli e valori che da noi si sono persi”. Le famiglie migranti, invece, possono imparare dall’Occidente “la dignità e l’uguaglianza di tutte le persone, soprattutto donne e bambini; la possibilità di una vita pubblica e sociale nella pace; la capacità di generare il bene attraverso la solidarietà e l’accoglienza, perché il solidarismo è uno dei volti delle radici cristiane dell’Europa”. Secondo mons.Piergiorgio Saviola, direttore della Fondazione Migrantes, la famiglia migrante offre tanti esempi di "una armoniosità delle diversità”, come “i matrimoni misti felicemente riusciti” o “le famiglie di diverse etnie alla assemblee scolastiche, nelle celebrazioni liturgiche o nei gruppi di solidarietà”.