BENEDETTO XVI AL CORPO DIPLOMATICO: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.

Colpisce, nel tradizionale discorso del Papa al Corpo diplomatico di inizio anno, il tono fiducioso. Certo ci sono tutti i grandi temi, i grandi problemi della geo-politica mondiale e soprattutto le grandi sofferenze di gran parte dell’umanità, dei singoli uomini, donne, bambini, alle prese con i più elementari bisogni di vita, alle prese con la realtà della morte. Ma c’è un tono aperto, fiducioso: "questo quadro preoccupante non impedisce però di percepire gli elementi positivi che caratterizzano la nostra epoca". Da dove viene questa capacità di cogliere il positivo e così di non stancarsi di guardare e di richiedere "un approccio globale e lungimirante" ai grandi problemi dell’umanità di oggi, alla questione del terrorismo, della fame, dell’ambiente, come ai tanti conflitti, aperti o congelati, in tutte le parti del mondo?. Dove si radicano le parole pacate, ma ferme che Benedetto XVI pronuncia a proposito della Terrasanta o dell’Europa? "Non è possibile, ribadisce il papa, accontentarsi di soluzioni parziali o unilaterali", per il Libano, Israele, la Palestina: "per porre termine alle crisi e alle sofferenze che essa causa nelle popolazioni, bisogna procedere attraverso un approccio globale, che non escluda nessuno dalla ricerca di una soluzione negoziata e che tenga conto delle aspirazioni e degli interessi legittimi dei diversi popoli coinvolti". E c’è un altro passaggio che ci tocca da vicino, sull’Europa, l’Unione Europea che ha appena accolto due Paesi di lunga tradizione cristiana, la Romania e la Bulgaria: è l’appello a riflettere sull’"innegabile patrimonio cristiano di questo continente", che rappresenta oggi una grande risorsa di sviluppo. Siamo così al nocciolo del discorso al Corpo Diplomatico, alla ragione del suo tono fiducioso: è il fondamento umanistico. "Nel suo impegno al servizio dell’uomo e alla costruzione della pace – dice Benedetto XVI – la Chiesa si pone al fianco di tutte le persone di buona volontà, offrendo una collaborazione disinteressata". Già nell’importante discorso del 23 dicembre in occasione degli auguri di Natale alla Curia Romana il Papa aveva tracciato un bilancio dei suoi viaggi apostolici del 2006 sottolineando proprio anche questa chiave di lettura, di impegno concreto, di testimonianza. Benedetto XVI ritorna così al tema del messaggio per la giornata della pace 2007: "solo rispettando la persona umana è possibile promuovere la pace, e solo costruendo la pace si pongono le basi per un autentico umanesimo integrale". E’ un grande impegno che richiede sapienza, capacità di discernimento, apertura, che esige, come lo stesso Benedetto XVI ha ricordato per l’Epifania la necessità di "orientare" la globalizzazione, affinché veramente sia per l’uomo e per tutti gli uomini.