"Gli ospedali cattolici offrono un servizio in moltissimi casi migliore delle strutture pubbliche, ma vengono discriminati, quando si tratta di rimborsi, a causa dell’aziendalizzazione della sanità". Ad affermarlo è don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per la pastorale della sanità, interpellato dal Sir durante il Convegno su "La presenza ecclesiale nella fragilità", in corso a Chianciano Terme (Siena). "L’80% della medicina considerata meno gratificante, cioè la riabilitazione esemplifica don Manto, parlando di vera e propria "penalizzazione" si fa nelle strutture sanitarie cattoliche. Se non ci fossero, le terapie riabilitative sarebbero per pochi eletti". Nonostante le "punte di eccellenza", gli ospedali cattolici scontano la penalizzazione economica, e, per altro verso, la presenza "sempre minore" dei cappellani e di suore in corsia, effetto della crisi delle vocazioni. In ogni caso, commenta don Manto, "la pastorale della sanità non deve ridursi all’ospedale, ma coinvolgere tutta la comunità cristiana", nel rispondere "con l’annuncio del Vangelo" a "sfide" come quelle della bioetica o dell’assistenza ai malati terminali in una società che "tende a rimuovere la sofferenza e la morte".