Per ridare slancio all’Ue "occorrono progetto, prudenza, visione storica e convinzioni": e’ quanto afferma lo storico dell’Università di Lione, Jean-Dominique Durand, nell’editoriale del numero in uscita di Sir Europa (old.agensir.it). Mentre il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano esprime "insoddisfazione" per gli esiti del summit europeo appena conclusosi a Bruxelles, e parla di "meschini ripiegamenti" e della necessità di "coraggiose e coerenti iniziative", Durand ammette che "l’Europa è in crisi", tuttavia la "visione pessimistica" che ne diffondono i media "non è da condividere". Di qui l’invito a non dimenticare "il cammino percorso dai 50 anni del Trattato di Roma" che "in meno di mezzo secolo" ha trasformato il vecchio continente in "uno spazio di pace, libertà e democrazia". "Certamente riconosce – vi sono dissidi" e "i limiti della costruzione sono evidenti", ma "non è meno palese che le realizzazioni e i progressi sono enormi". Non va inoltre dimenticato che i progressivi allargamenti pongono "considerevoli problemi di equilibrio e funzionamento". "Occorrono progetto, prudenza, visione storica e convinzioni" conclude Durand, perché "in un mondo lacerato da drammi e violenze, l’Europa è un modello e un esempio" e "gli europei ne sono protagonisti".