DON MILANI: CARD. ANTONELLI, "LA CHIESA FIORENTINA RICONOSCE LA SUA GRANDEZZA E AUTENTICITÀ" (3)

Anche l’impegno nella scuola, ha sottolineato l’arcivescovo di Firenze, "nasceva dal desiderio di preparare il terreno, attraverso la promozione umana, alla diffusione del Vangelo: il prete, diceva, deve prima di tutto abbattere il muro dell’ignoranza che impedisce ogni comunicazione". Un metodo pastorale, quello di don Milani che, secondo Antonelli, "non è da generalizzare, e per certi versi può essere anche discutibile: ma è fuori di dubbio che la sua battaglia culturale e sociale deriva dall’essere prete, non è legata all’ideologia. Il comunismo secondo don Milani non vale nulla, è una dottrina senza amore". Lo stesso don Lorenzo aveva il senso del limite della sua esperienza: alla Chiesa fiorentina ha chiesto più volte un riconoscimento ufficiale della bontà e dell’ortodossia della sua opera, ma non pretendeva che la sua ricetta fosse additata come la migliore forma di apostolato.