DON MILANI: CARD. PIOVANELLI, "LA SUA ESAGERAZIONE ERA SOLO COERENZA EVANGELICA"

"Non si spiega don Milani se non come un prete che ha fede". Così il card. Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, ricorda, in un’intervista al settimanale cattolico "Luce" (Varese; www.luceonline.org), il suo compagno di seminario, don Lorenzo Milani, il sacerdote educatore, fondatore della Scuola di Barbiana, di cui oggi ricorre il 40° anniversario della morte. Cosa resta oggi di don Milani? "Rimane l’esempio – dice il card. Piovanelli – di una scelta alta dei mezzi migliori per promuovere l’uomo affinché l’uomo sia libero di scegliere. Rimane la scelta dei poveri. Rimane la sua tensione pastorale alla missione. Rimane la sua fede, perché non si spiega don Milani se non come un prete che ha fede". Il card. Piovanelli ricorda gli anni del seminario: "Quando lui entrò in seminario, nel novembre 1943, ci accorgemmo subito che entrava come convertito. La sua tempra era d’acciaio e il suo atteggiamento era radicale soprattutto nella povertà. Al posto del letto volle una branda. Un episodio che testimonia la radicalità della sua scelta è quando morì suo padre. Il rettore lo mandò a casa e lui, la sera stessa, tornò in seminario. Questa è la mia famiglia – disse, citando il Vangelo -. Chi non lascia sua padre e sua madre". (segue)