SIR EUROPA: SPAGNA; I VESCOVI A DIFESA DEI DOCENTI DI RELIGIONE E DELLA LIBERTÀ DI EDUCAZIONE

I vescovi spagnoli, riuniti dal 19 al 21 giugno a Madrid nella Commissione episcopale permanente, si sono nuovamente pronunciati riguardo alla Legge organica sull’educazione (loe), perché "la gravità della situazione non permette posizioni passive né cedevoli". I presuli già il 28 febbraio scorso si erano pronunciati sulla questione, spiegando che "questa nuova legislazione non regola l’insegnamento della religione in modo che siano salvaguardati i diritti di tutti" e non siano lesi i diritti dei genitori nell’educazione dei figli "tanto nella determinazione dell’educazione morale" della prole "come nella libera scelta del centro educativo" dove farli studiare. Essendo stato pubblicato il 9 giugno il reale decreto del 1° giugno sulla questione, i vescovi hanno ritenuto di dover intervenire di nuovo – al termine dei lavori della Commissione episcopale – sul nuovo statuto lavorativo dei professori di religione e sulla nuova materia "Educazione alla cittadinanza". Innanzitutto, i vescovi non sono d’accordo con questo decreto, che "assimila la situazione lavorativa dei professori di religione nelle scuole statali alle forme contrattuali generali regolate dallo Statuto dei lavoratori, senza riconoscere in modo soddisfacente il carattere specifico del loro lavoro", derivato della missione che li vede impegnati nell’insegnamento della religione e morale cattolica. (segue)