CHIESA E CITTÀ: SETTIMANA COP; MONS. SIGALINI, NON DARE "MAI PER SCONTATO IL CENTRO DELLA FEDE"

"Perché la parola cristianesimo suona ad alcune orecchie pericolosa per l’Europa? Può la fede in un Dio che muore in croce per amore essere un rischio per i fratelli musulmani? Un Vangelo che dice di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio è pericoloso per la laicità?". Domande "che ogni cristiano si fa per andare alla verità della sua fede" e che mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente del Cop (Centro di orientamento pastorale) ha rivolto oggi, nel suo intervento a conclusione della 57a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale. Come cinquant’anni fa, quando l’arcivescovo Montini indisse la missione popolare a Milano, "anche noi oggi – ha osservato il presidente del Cop – ci accostiamo a gente che non crede e spesso siamo giudici severi, icastici", incapaci di "accogliere dialoghi", "preoccupati della proposta autosufficiente piuttosto che dell’ascolto arricchente, della presenza piuttosto che della compagnia". Ma le recenti missioni in alcune capitali europee ci hanno insegnato "a non temere l’uomo metropolitano" e "a leggere quanta sete di Dio si nasconde dietro le facciate dei palazzi e dentro i consigli di amministrazione della cosa pubblica". (segue)