"Oggi ci sono due Stati palestinesi che si disconoscono e la comunità internazionale, assieme all’Unione europea, deve appoggiare il presidente Abbas e il nuovo governo di emergenza guidato da Salem Fayyad": José Ignacio Salafranca, capogruppo popolare al Parlamento europeo, prende posizione sulla situazione mediorientale, oggetto di un dibattito svoltosi ieri a Strasburgo e tema che verrà ripreso al Consiglio Ue del 21 e 22 giugno a Bruxelles. "Spetta alla Ue aggiunge il politico spagnolo -, all’Onu, alla Lega araba e al Quartetto mobilitare tutti gli sforzi possibili per trovare una soluzione di pace giusta e duratura in Medio Oriente". Martin Schulz, leader degli eurosocialisti, contesta il fatto che l’Unione abbia a suo tempo sospeso gli aiuti ai palestinesi "benché il governo guidato da Hamas fosse legittimo, in quanto frutto di elezioni svolte regolarmente. Perché allora è stato imposto un blocco economico?". "Il dialogo – aggiunge il deputato tedesco – è l’unico modo per trovare una soluzione pacifica e la storia ha dimostrato che solo attraverso il dialogo è possibile uscire dalla violenza". Schulz si dichiara quindi contrario all’invio di truppe europee nella regione, ritenendo che "è più utile utilizzare i fondi per gli aiuti piuttosto che per i soldati". (segue)