Barroso ha spiegato in vista del summit che si terrà da giovedì a Bruxelles: "Questo è il momento di distinguere tra sostanza e superfluo. Ci vuole un approccio realistico come quello dimostrato dalla presidenza tedesca". La linea che sembra prevalere è il varo di una Conferenza intergovernativa che, nella seconda metà del 2007, ridiscuta i problemi essenziali per giungere a un trattato entro le elezioni del giugno 2009. Il capo della Commissione non ha voluto giudicare le posizioni sostenute da Polonia (contraria al metodo di voto con doppia maggioranza in seno al Consiglio) e Gran Bretagna (Londra non intende "comunitarizzare" il settore della giustizia e non vuole che la Carta dei diritti fondamentali sia resa vincolante con l’inserimento nel futuro trattato), ma si è detto "d’accordo sulla necessità di semplificare i metodi decisionali dell’Unione". "Dobbiamo dimostrare che l’Ue con 27 Stati membri è capace di assumere delle decisioni importanti. Altrimenti chi spiegherà ai cittadini questo fallimento?". Sulla possibilità di realizzare una Europa "a due velocità", Barroso afferma: "Potrebbe succedere, come già si è fatto in alcuni settori. Ma questa deve essere un’eccezione, non la regola".