La strategia vincente, per don De Luca, consiste, dunque, "in un’opera di sensibilizzazione delle comunità locali perché si rendano conto che adesso si deve agire, in una vicinanza alle stesse perché le decisioni non passino sulla testa della gente, nel mantenere un pugno fermo come del resto facendo Bertolaso per tentare di aprire questa discarica". La Chiesa, in questa situazione, "deve avere un ruolo di vicinanza e sensibilizzazione delle coscienze. Pur comprendendo i sentimenti, le paure, le preoccupazioni, che una certa parte di popolazione può vivere, pur facendosi portavoce di questi disagi e difficoltà, la Chiesa a giudizio del sacerdote – deve anche avere una funzione di sensibilizzar al bene comune facendo comprendere che il bene comune non è un bene privato o particolare, è un bene collettivo". Le comunità, osserva il vice direttore di "Nuova Stagione", "non possono chiudersi in se stesse senza vedere il disagio, magari maggiore, di comunità vicine, altrimenti ci armiamo l’uno contro l’altro, chiudendosi ognuno nel suo piccolo mondo, e da qui non si esce". Bisogna far capire che "è in gioco il bene comune dell’intera regione Campania, ora in difficoltà per i rifiuti". "Non possiamo accettare ha detto – che tutte le comunità si chiudano a riccio". (segue)