L’esame di Stato "è segno di ‘maturità’ anche per l’istituzione che lo promuove", e solo "con una sempre più decisa consapevolezza dell’importanza complessiva della scuola, con gli sforzi economici e culturali per dare rilievo ed efficacia al sistema scolastico" il nostro Paese può "superare un esame di maturità che ancora non lo vede del tutto preparato". E’ quanto scrive Alberto Campoleoni, esperto di questioni scolastiche, in una nota per il SIR, alla vigilia dell’esame di maturità, che da domani vedrà impegnati 497.253 studenti, 12.500 in più rispetto al 2006. "L’Esame di Stato è da anni nel mirino delle riforme", ricorda Campoleoni, ed "il cambiamento più rilevante riguarda la composizione delle commissione d’esame, con il ritorno dei commissari esterni". "L’unica cosa che probabilmente non cambia e non cambierà" è invece "l’attesa degli studenti", la loro "trepidazione" per una tappa che "stabilisce un punto fermo e una cesura tra il percorso fino a lì stabilito della scuola e la scommessa dell’università o dell’ingresso nel mondo del lavoro". Di qui la necessità di "garantire serietà" a tale esame, prendendo "sul serio le attese di chi si presenta all’ultimo anno di scuola" e garantendo "coerenza tra le promesse e quello che accade durante e dopo".