"Il Papa più di una volta ha detto che il dialogo è una linea irrinunciabile della Chiesa, ma ha fatto delle precisazioni che aiutino a svolgere il dialogo in maniera corretta". Ad affermarlo in un’intervista al SIR è mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, dopo la visita del Papa alla città di San Francesco. "Il dialogo chiarisce mons. Sorrentino – non può poggiare sull’indifferenza nei confronti della verità, su un’apertura agli altri che manchi di punti di riferimento, della coscienza della propria fede e anche di un annuncio della propria fede. E il Papa lo ha ricordato nel nome di Francesco d’Assisi". Non a caso, "Giovanni Paolo II scelse questa città perché Francesco è un maestro di dialogo, ma è anche un grande annunciatore, uno che testimonia Gesù Cristo fino in fondo, con la sua vita e la sua parola. Ha incontrato i credenti di altre fedi (si pensi al suo incontro con il sultano), ma presentandosi sempre come il discepolo di Cristo, il convertito a Gesù, pronto a dare la vita per lui". Nella sua visita di domenica scorsa "lo ha ricordato Benedetto XVI a scanso di equivoci: dunque conclude il presule – il dialogo continuerà e Assisi, restando saldamente nella linea del grande evento voluto da Giovanni Paolo II nel 1986 e delle precisazioni di Benedetto XVI".