CATECHESI: MONS. FORTE (CEI), MOSÉ SIMBOLO DELL’UOMO DI FRONTE AI "PASSAGGI DECISIVI DELLA VITA E DELLA FEDE"

Dal "tempo dell’utopia" al "tempo della fede e dell’amore più grande", passando attraverso "la stagione dello scacco", in cui "l’illusione cede presto il posto alla delusione". Sono alcuni dei "passaggi" di fronte a cui si è trovato di fronte Mosé, "figura dell’uomo davanti a Dio in tutti i passaggi della vita fino a quelli decisivi della fede". A parlarne è stato mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, intervenendo al Convegno Cei su "Passaggi di vita, passaggi di fede". Il tempo dell’utopia, ha spiegato il presule, è per Mosè, come per "tutti noi", quello della "dolce incoscienza": "l’età dei sogni e delle grandi speranze", un tempo della vita "in cui tutto gli sembra bello, possibile, facile". All’età in cui Mosé "incomincia a sognare di cambiare il mondo" segue, però, il "tempo del disincanto" e della "rassegnazione": Mosè così "si arrende alla realtà e si stordisce, inseguendo il denaro, il successo, il potere". E’ solo ad 80 anni, con l’esperienza del roveto ardente, che Mosé dimostra di non aver "cessato di essere un pellegrino, un cercatore": è a questo punto che arriva la chiamata di Dio, grazie alla quale "Mosè accetta il nuovo inizio".