"Francesco d’Assisi è un grande educatore della nostra fede e della nostra lode": lo ha dichiarato il Papa, prima di introdurre la recita dell’Angelus da Assisi, dove era ieri per l’ottavo centenario della conversione del santo. Da questa "Città della pace", ha detto Benedetto XVI, "considero mio dovere lanciare un pressante e accorato appello affinché cessino tutti i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione!". "Sentiamo spiritualmente qui presenti ha aggiunto – tutti coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della guerra e delle sue tragiche conseguenze, in qualunque parte del mondo. Il nostro pensiero va particolarmente alla Terra Santa, tanto amata da San Francesco, all’Iraq, al Libano, all’intero Medio Oriente". Le popolazioni di quei Paesi "conoscono, ormai da troppo tempo, gli orrori dei combattimenti, del terrorismo, della cieca violenza, l’illusione che la forza possa risolvere i conflitti, il rifiuto di ascoltare le ragioni dell’altro e di rendergli giustizia". "Solo un dialogo responsabile e sincero, sostenuto dal generoso sostegno della Comunità internazionale, potrà mettere fine ha concluso il Santo Padre – a tanto dolore e ridare vita e dignità a persone, istituzioni e popoli".