"Nato come quartiere modello, Scampia, nei fatti, diviene ben presto sinonimo di degrado e criminalità. Il suo declino inesorabile, da quartiere-giardino a ghetto, è simboleggiato dal fallimento delle ormai famose Vele, unità abitative dalla concezione razionalista che avrebbero dovuto replicare la solidarietà del rione e che sono, invece, divenuti la tragica icona di abusivismo, illegalità, disagio e povertà". È il profilo del quartiere Scampia di Napoli, scelto per la città di Napoli nello studio condotto dal progetto nazionale "Aree metropolitane" di Caritas Italiana, con la Facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano e dieci Caritas diocesane. "Sono due i dati negativi più eclatanti che si riscontrano a Scampia ha spiegato il sociologo della Caritas di Napoli, Giuseppe Vanzanella, che ha curato l’indagine, presentata stamattina a Napoli – la difficoltà economica e la povertà culturale". Gli abitanti del quartiere "sono condannati a restarvi per la mancanza di possibilità economiche, benché siano molti i motivi per andare via". C’è anche un aspetto positivo: "La pratica di umanità ha sostenuto il sociologo trovata nelle persone che hanno partecipato alla ricerca, offrendo la loro testimonianza". (segue)