Per Giustiniani, "la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare se l’emergenza rifiuti sfociasse in nuove patologie ed epidemie. Negli anni ’70 c’è stato il colera ed ora con l’avanzare del caldo aumentano i rischi di infezioni". D’altro canto, "la gente considera il territorio come parte di sé e non accetta alcuna soluzione, anche se politicamente e scientificamente valida". Una situazione senza via d’uscita? "No risponde Giustiniani -, ma bisogna tornare all’ordinarietà. Nell’emergenza, come quella attuale, si possono anche adottare mezzi straordinari, come l’invio all’estero della spazzatura, ma poi si deve puntare ad un cambiamento di mentalità". Ma come? "Con un’opera di convincimento porta a porta, che veda protagonisti tutti i centri di aggregazione, a partire dalle parrocchie. Si tratta di far capire alla gente come funziona il ciclo dei rifiuti, che esistono delle soluzioni sicure, che in altri paesi sono state messe in atto delle buone pratiche". Certo, aggiunge, "si tratta di un’opera che ha bisogno di tempi medio-lunghi per mostrare buoni risultati". E la camorra? "Quando ci sono di mezzo affari, c’è sempre la criminalità organizzata che agita la piazza, ma non credo che l’attuale recrudescenza dell’emergenza sia dovuta alla camorra".