Nella relazione che accompagna la comunicazione sulle finanze pubbliche, l’Esecutivo riconosce che "il numero di paesi che presentano disavanzi eccessivi si sta riducendo". Eppure si osserva che, "a politiche invariate, solo 10 dei 27 paesi Ue raggiungeranno il rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine nel 2008, nonostante tre anni consecutivi di crescita economica". Per queste ragioni gli esperti della Commissione insistono sul funzionamento del "braccio preventivo" del Patto di stabilità, che mira a evitare disavanzi eccessivi tramite "una solida programmazione ed esecuzione del bilancio a medio termine". Vengono quindi ribaditi i contenuti del Trattato Ue che impone "la sorveglianza e il coordinamento delle politiche di bilancio", fissa una soglia pari al 3% del Pil per i disavanzi pubblici e dispone che il debito nazionale sia inferiore al 60% del Pil. La Commissione insiste sul fatto che "è di fondamentale importanza che i governi nazionali approfittino della favorevole congiuntura economica per progredire rapidamente verso finanze pubbliche sane e sostenibili", pena la perdita complessiva di competitività dell’economia Ue, l’instabilità finanziaria e il rischio-disoccupazione.