L’immagine della Chiesa come "famiglia di Dio" risulta "particolarmente appropriata" per l’Africa, e può essere "un antidoto all’etno centrismo o all’eccessivo tribalismo". Lo ha detto il card. Francis Arinze,prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti,intervenendo oggi alla celebrazione del 25° anniversario del Pontificio Consiglio della Cultura. "La famiglia ha spiegato il porporato citando il primo Sinodo africano, del 1994 ha una forte attrattiva per gli africani, non solo nel senso di nucleo familiare formato da genitori e figli, ma nell’idea africana di famiglia estesa ai cugini, nipoti, zie e zii e ai circoli più estesi del clan". L’immagine della Chiesa come famiglia di Dio è "appropriata per l’Africa" anche perché "sottolinea la cura verso gli altri, la solidarietà, l’affabilità dei rapporti umani, l’accettazione, il dialogo e la fiducia", e può incoraggiare "la riconciliazione e l’armonia tra gli africani di substrati etnici diversi".” “"Non tutti gli aspetti della realizzazione tradizionale africana della famiglia sono accettabili per il cristianesimo", ha ammesso Arinze, ma questo concetto "può incoraggiare il senso di responsabilità nella comunità ecclesiale ed un migliore apprezzamento del ruolo dei laici nella Chiesa e nella società".” “