FEDE E CULTURA: CARD. DIAS, IL CRISTIANESIMO "NON È UNA RELIGIONE QUALSIASI", NO ALLA "DITTATURA DEL RELATIVISMO

"Una teologia che equipara Cristo e la sua Chiesa con una religione qualsiasi minaccia l’essenza stessa della fede cristiana e mette in pericolo la missione affidata alla Chiesa da Cristo". Lo ha detto il card. Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, intervenendo oggi alla celebrazione del XXV anniversario del Pontificio Consiglio della Cultura. "La prima sfida per la proclamazione del Vangelo in Asia – ha esordito il porporato – è il relativismo religioso", a causa del quale "si sta diffondendo ovunque una cultura plasmata da un’ideologia che afferma che non esiste nulla che abbia carattere di assolutezza e di immutabilità". "Per vivere una fede pienamente cristiana", secondo Dias, "è necessario affrontare la dittatura della cultura del relativismo e pluralismo religioso", a più riprese stigmatizzata dal Papa, grazie alla capacità dei cristiani di vivere la loro fede "senza ambiguità, con coerenza e coraggio". Altra "sfida" per il mondo asiatico, ha fatto presente il porporato, è quella dei media, che "inondano" il continente con "un continuo flusso di valori estranei alle culture asiatiche, che aggrediscono il senso religioso e spirituale in ciò che riguarda la vita e la morte, il matrimonio e la famiglia, i bambini, il sesso".