CARD. POUPARD: SENZA CRISTIANESIMO "OGNI ISTITUZIONE RISCHIA DI DIVENTARE DISUMANA"

"La vita della Chiesa, e dunque l’itinerario di fede dei credenti, non può essere vissuta al di fuori o ai margini, magari in parallelo,della vita quotidiana e della cultura di un popolo, di una nazione". Lo ha detto il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, introducendo oggi la giornata di riflessione organizzata in occasione del XXV anniversario di fondazione deldicastero pontificio, istituito da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1982. Senza i "valori essenziali" del cristianesimo "ogni realtà, ogni istituzione rischia di diventare disumana, oltre che inutile", ha aggiunto il porporato, definendo di "importanza storica" l’affermazione "ormai famosa" di Giovanni Paolo II (contenuta nella lettera autografa di indizione del nuovo dicastero): "una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta". "Gli accesi dibattiti sulla laicità che investono soprattutto le società e le Chiese d’Europa, come pure i progetti, talvolta problematici, di evangelizzazione delle culture e di inculturazione del Vangelo – ha concluso il cardinale – non possono non tener conto di una simile affermazione, con cui ogni cristiano e ogni Chiesa locale deve continuamente confrontarsi".