"Benedetto XVI nota Bromuri – aveva già ammonito che lo spirito di Assisi non doveva correre il rischio di apparire come un’apertura al relativismo e al sincretismo. Questa era stata anche la preoccupazione più volte ripetuta da Giovanni Paolo II. Ribadirlo a parole sarebbe stato quasi pleonastico. Celebrare la conversione di Francesco e invitare alla conversione è un atto aggiuntivo efficace perché è un invito a ripensare e rimotivare il dialogo, il movimento per la pace e la salvaguardia del creato, la preghiera interreligiosa alla luce dell’avventura cristiana del giovane assisiate chiamato per nome dal Crocifisso di San Damiano". Ciò, conclude Bromuri, "non comporta un abbandono, né un’attenuazione degli impegni che i cristiani e gli uomini delle religioni hanno preso, di stare sempre uniti insieme nella preghiera per la pace, ma un maggiore e più profondo coinvolgimento per la forza della Parola e dello Spirito. Sarà così chiaro a tutti che il messaggio di Francesco è il messaggio del Vangelo e lo spirito di Assisi non è altro che lo Spirito del Cristo risorto, speranza del mondo".