"Perché possano occupare posizioni d’avanguardia in futuro, le imprese europee devono investire fin d’ora nella conoscenza e i governi devono attuare misure adeguate per sostenerle in questo processo". Janez Potočnik, commissario Ue per la ricerca, commenta "con preoccupazione" i dati che emergono dalla ricerca intitolata "Cifre chiave della scienza, della tecnologia e dell’innovazione (2007)", realizzata dall’Esecutivo. La relazione evidenzia che "l’intensità delle attività relative alla ricerca e allo sviluppo (R&S), espressa come percentuale del Prodotto interno lordo e destinata a questo settore, è ferma dalla metà degli anni Novanta in Europa", mentre i principali concorrenti, in particolare Giappone, Cina e Corea del Sud, "sono riusciti a intensificare sensibilmente i loro sforzi di R&S, "con la conseguenza che la distribuzione delle conoscenze a livello mondiale risulta oggi molto più uniforme rispetto al passato". Allo stesso tempo il divario in questo campo rispetto agli Stati Uniti "è rimasto costante negli ultimi anni". Gli esperti sottolineano soprattutto il modesto tasso di attività di innovazione condotto nelle imprese dell’Ue, specialmente in quelle di piccole e medie dimensioni. Specifico ritardo europeo si misura nel settore industriale ad alta tecnologia. (segue)